LE MURA DI LUCCA


Le mura di Lucca che belle che sono
Un monumento di lustro e decoro
Da cinque secoli ancora son qua
Simbolo e vanto di Lucca città

Il 25 settembre di 500 anni fa
Con un decreto il Governo della Repubblica

Decide che a Lucca è giunto il momento
Di fortificare ancor più  la città
Inizia quell’opera monumentale
Che emblema di Lucca per sempre sarà

Per 50 anni esperti architetti
Da tutta Europa con arte e con cura
Si avvicendarono per costruire
Le Mura che ancora possiamo ammirar

RIT          Le mura di Lucca …

Possenti le Mura di Lucca
Difesero la bella città
Mai però contro i nemici
Ma solo dal Serchio  si sa

Quando attorno al 1800
La piena del fiume arrestarono là
Con le sue porte chiuse e serrate
L’acqua impetuosa non fecero entrar

1645
La costruzione termina qua
Spalti fossati e baluardi
Cortine alle porte della città 

RIT          Le mura di Lucca …

Quando nei secoli scorsi
Le mura di molte città
Poiché ritenute obsolete
Si vollero ormai smantellar

Le mura di Lucca grazie ai Borboni
Divennero un luogo su cui passeggiar
Per rilassarsi all’ombra dei platani
Anello alberato di rara beltà

Quattro chilometri circa  il percorso
Che suggestiva la vista da là
Dove ammirare il bel panorama
Attorno e all’interno della città

RIT          Le mura di Lucca …

 



SONO IL LINCHETTO


Sono Linchetto mi chiamo così                       
Che son di Lucca non occore dillo                 
Mi fo vede’ solo da chi mi va                          
Faccio i dispetti ma so anche canta’              

(Proprio il Linchetto, è in mezzo a noi
Si fa vedere da chi gli va e sa cantar)

Saltello avanti e indietro perché sono irrequieto
I bimbi li conforto ma le vecchie ‘un le sopporto
Ne combina delle belle quando entra nelle stalle
Ai cavalli arriccia i crini e rovescia il vin dai tini

Sono Linchetto mi chiamo così                       
Che son di Lucca non occore dillo                 
Mi fo vede’ solo da chi mi va                          
Faccio i dispetti ma so anche canta’              

(Proprio il Linchetto, è in mezzo a noi
Si fa vedere da chi gli va e sa cantar)

Passo il tempo a rimpiattare delle robe di valore
Da mattino fino a sera chi ‘un le trova si dispera
Fa dispetti e tira botte finché durerà la notte
Ma poi all’alba deve andare ché si vuole riposare

Sono Linchetto mi chiamo così                       
Che son di Lucca non occore dillo                 
Mi fo vede’ solo da chi mi va                          
Faccio i dispetti ma so anche balla’

(Proprio il Linchetto, è in mezzo a noi
Si fa vedere da chi gli va e sa ballar)

Si diverte a tormentare la vecchietta o la comare
Tira all’aria le coperte perché dormano scoperte
Mi ci metto su a sedere,  senza farle respirare
se ‘un si svegliano neancora ni ci salto per un’ora

Ecco il Linchetto è proprio in mezzo a noi
Con tante storie e con gli scherzi suoi
Son tanti secoli che vive qua
Nella memoria di questa città

 



LUCCA, SPLENDIDA CITTÀ


Protetta ed adagiata in una valle
Coi monti di fronte e alle sue spalle
Preziosa e splendida città 
Lucca nei secoli sarà

Attorno al  fiume Auser poi Serchio nominato
Nel  luogo paludoso che  “Luk” era chiamato
Popolazioni etrusche o celtiche,  chissà
Là si stabiliron  fondando la città

Il fiume, le montagne, la vicinanza al mare
Luogo vario e ricco idoneo per sostare
Il popolo romano ne fece una colonia
E questo fu l’inizio di Lucca e la sua storia

La Città romana fu  ben fortificata
Da  zona paludosa fu poi bonificata,
Da Cesare, Pompeo e Crasso fu portato
Nel  56 a Lucca il Triumvirato

RIT          Protetta ed adagiata in una valle…

Durante il medioevo Lucca prosperò
Da libero Comune ancor più si ampliò
Luogo di passaggio per barbari e predoni
Richiese  più possenti  fortificazioni

Posta sulla via Francigena-Romea
Meta  di scambi sulla rotta europea  
potenza mercantile fioriva già sicura
con le sue ricchezze all’interno delle mura

Tra nobili famiglie, tra feudi e vescovati
Tra le città nemiche, tra duchi e principati
Protesa nel  difendere quella  libertà
che volle mantenere nei secoli,  si sa

RIT          Protetta ed adagiata in una valle…

 



IL PRODE CASTRUCCIO


Il prode Castruccio degli Antelminelli                           
Fu gran condottiero signore di castelli                          
Da illustre famiglia lucchese era nato                            
Ma fu nel ‘300 dalla città cacciato.                                 

Si oppose ai progetti di Bonturo Dati                            
Al papa e a Firenze assoggettati                                    
Mentre Castruccio con i Ghibellini                                 
Si contrapponeva ai Guelfi fiorentini                             

(Il Prode Castruccio degli Antelminelli
Fu gran condottiero, ardito guerriero)

Lui  dimostrò  da esiliato
Che all’arte delle armi era portato
Guerriero forte, leale e  fiero
Si rivelò gran condottiero

Passò l’esilio in Francia e in Inghilterra
Poi tornò in Italia a fare la guerra
Scese al seguito di Arrigo imperatore
E in molte battaglie si ricoprì d’onore

Alla vittoria condusse i Ghibellini                  
Nella battaglia di Montecatini
Era alleato col nobile Uguccione
Di Arezzo e di Pisa potestà e signore

(Il Prode Castruccio degli Antelminelli
Fu gran condottiero, ardito guerriero)

Lui  capitano di ventura
Tra i nemici seminò la paura
E quando a Lucca ritornò
Al comando si trovò

Quando ebbe instaurato propria signoria
Toccò alla parte guelfa esser cacciata via
Dalla Lunigiana ai colli pistoiesi
Combatté battaglie e scontri molto accesi

Ad Altopascio sconfisse i fiorentini
A Lucca regalando amplissimi confini
Ludovico il Bavaro, suo amico ed alleato
Concesse allora a Lucca lo “status” di Ducato

(Il Prode Castruccio degli Antelminelli
Fu gran condottiero, ardito guerriero)

Mai da Lucca furono viste
Tante nobili conquiste
Così Castruccio nella storia
La città coprì di gloria

Il Ducato di Lucca era ormai molto esteso
Nell’Italia del tempo aveva un grande peso
Ma quando Castruccio alla fine morì
Il sogno egemonico per Lucca finì

Ma  le aspirazioni  di libertà  e  di gloria
Sopravvivranno a Lucca nella storia
Così quegli ideali del prode Castracani
Per sempre rimarranno nei sogni di domani

 



5 SECOLI DI STORIA


Dopo la morte di Castruccio, il Ducato di Lucca affrontò
Un periodo di decadenza che molti anni perdurò
Cadde sotto domini stranieri poi sotto Pisa  si ritrovò
Finché Carlo di Boemia  per un  riscatto la liberò.

Dopo la morte di Paolo Guinigi  Lucca  Repubblica ritornò
Ma la potenza di  Firenze  dopo un assedio la conquistò
Con l’aiuto dei Visconti presto si riscatterà
Con i floridi  commerci,   città stato fiorirà

Grazie ai tessuti e alla seta pregiata
Prima città dell’Europa era stata
Il commerciare  tessuti di pregio
Dal medioevo era  un  suo privilegio  
Nel ‘500 però la situazione cambiò

La concorrenza  nella produzione
Provoca crisi nell’esportazione
Proteste rivolte  dissidi e  scontenti
Tra i tessitori ed i commercianti

Dopo il tumulto degli “Straccioni” l’industria serica  vacillò
L’interesse dal commercio verso la  terra si spostò
La  riforma protestante  pure a Lucca si affermò
E l’accusa di eresia molte famiglie poi  minacciò

La  visione conservatrice  piano piano si accentuò
Finché  a metà del ‘500 in  oligarchia  si trasformò
Con la riforma detta  “Martiana” la Repubblica  accetterà
Solo i lucchesi di antica ascendenza al governo della città

Dopo le guerre  di  Garfagnana,
Libero stato della  Toscana
Servava fiera  la sua indipendenza
Con equilibrio  astuzia e prudenza
Come repubblica aristocratica

Grazie alla nuova cinta di Mura
Organizzata, fiorente e sicura
Per garantire la sua  autonomia  
Investe ricchezze con  scaltra maestria

Esonerato il vecchio senato,  democratico diverrà
Dalla fine del ‘700 il governo della città
Poi l’arrivo  di Napoleone  “Principato” la  renderà
Fino a quando il Congresso di Vienna in “Ducato” la muterà.

 

 


EMBLEMA DI LIBERTÀ


Nel Cinquecento l’Italia ancor  non era unita
Agli stranieri la penisola era asservita

Un nuovo impero, stavolta spagnolo
Rivendicava l’italico suolo
Ché Carlo V, l’imperatore
Aveva laggiù controllo e potere

La Repubblica di Lucca era ancora indipendente
Ma il Granduca di Firenze era molto più potente
Minacciava Lucca e Siena
Le due repubbliche della Toscana

Era di fatto un alfiere imperiale
Voleva il completo poter regionale

C’era un lucchese che gli si opponeva
Una congiura e un gran piano aveva
Il Burlamacchi già Confaloniere
Contro Firenze ed il suo potere

Francesco Burlamacchi nella storia resterà
Il più grande emblema della nostra libertà
Consegnato a Carlo V
L’uomo fu ucciso , l’ideale non fu vinto

Francesco Burlamacchi nella storia resterà
Il più grande emblema della nostra libertà
Il suo valore non fu spento
Ma anticipò il risorgimento

La sua congiura era  stata già   ben preparata
In breve tempo poi  sarebbe scattata

Costituire una federazione
Di città libere dall’oppressione
Voleva Lucca con le altre città
Sotto il vessillo della libertà

Da Lucca le milizie sarebbero partite
Poi molte altre città della Toscana unite
Sotto un unico ideale
Ma il progetto finì male

Ché da una spia fu presto tradito
E tutto a Cosimo fu riferito

Firenze di giustiziarlo richiese
Si  rifiutò il governo  lucchese
Ma Carlo V  così s’intromise
Di processare il ribelle pretese

RIT  Francesco Burlamacchi nella storia resterà…

Attraverso il tempo Burlamacchi porterà
Fino ai nostri giorni l’ideal di libertà
“Dato a  morte e pur non vinto
Contro il fato e Carlo V”

 


LUCIDA MANSI


1600 nasceva la bimba
Con tinte scure e fosche dipinta
Lucida il nome, il presagio, il destino
Nella Leggenda della sua città 

Splendida perla di rara bellezza
Nel fiore sbocciato della giovinezza
Sposa ventenne Vincenzo Diversi
Primo marito che ucciso sarà

Desiderabile e seducente
Con il suo fascino i cuori accende
Gaspero Mansi  il nuovo marito
Così si narra : veniva tradito

Lucida il tempo trascorreva 
Tra i mille piaceri della vita
Tra feste, gioielli danze e canti,
Tra stuoli interminabili di amanti

Amava il riflesso che cercava 
in ogni cosa che la rispecchiava
Lucida il nome, il presagio, il destino
Effimera brama di vanità

Specchi alle pareti,  in camera da letto,
Nei libri della messa persino sul soffitto
Un giorno però, specchiando il suo sorriso
Le appare come un solco una ruga sopra il viso

Rabbia, sconforto, sgomento e paura
Del tempo che passa di lei si impossessa
Mentre lo specchio da la soluzione
Nella dissennata e folle visione

Posso prolungare la tua giovinezza:
ancora 30 anni di rara bellezza
Allo scadere del tempo però
Tu e la tua anima io prenderò. Accetti?
Accetto!

Tra sfarzo e gioielli preziosi e brillanti
Tra sete e damaschi,  tra feste ed amanti
Il tempo passa non si può fermare
Non ricordava ormai quasi più

Quell’avvenente uomo col quale
Aveva  contratto quel patto infernale
Ma dopo trent’anni sarebbe tornato
A ricondurla per sempre con sé

La torre delle ore suona  mezzanotte
L’ultimo rintocco invoca la sua  morte
All’improvviso lo splendido volto
Rivela tutto il tempo che le fu tolto

Ma è troppo tardi: il destino è segnato
Lo specchio riflette le sue malefatte
Svela il suo viso ogni orribile fatto
Compiuto grazie al diabolico patto

Nella sua folle e disperata corsa
Dalle fiamme stretta in una morsa
Straziata dall’ angoscia e dalla paura
Scomparve per sempre cadendo dalle Mura…
Ancora il suo fantasma nelle acque del laghetto
Appare imprigionato in un riflesso maledetto

Mito e lusinga di eterna bellezza
Brama insaziabile di giovinezza
Nella Leggenda rimane per sempre
Lucida, Simbolo di vanità.

 



LIBERTÀ DI LIBERTÀ


Guarda, tra queste mura grandi e forti
C’è una città che è senza tempo
Un posto magico per noi davvero speciale
Pensa, qui un tempo c’era una palude
Però la valle era stupenda
E chi passava si incantò e così…

Un villaggio, una città
Poi uno stato indipendente
Quanti secoli di storia
E di grande civiltà
Sempre dediti al lavoro
Gente pratica e di cuore
Con in mente un ideale
Che si chiama libertà

Pensa, a quanti personaggi illustri
Hanno vissuto in questo posto
A quante personalità passate alla storia
Guarda, che condottieri e grandi artisti
Che letterati e musicisti
Han dato lustro alla città e poi

Cento torri verso il cielo
Per guardare più lontano
Per godere la bellezza
Di una splendida città
Cento chiese per pregare
E per chiedere al Signore
Che protegga i propri figli
E la propria libertà

Ci son stati giorni bui
Che ci han visto anche emigrare
Se l’America è lontana,
Con il cuore siamo qua

Qui con Tosca e Turandot
Si passeggia sulle Mura
Si passeggia e si respira
Aria che è di libertà

Senza servi né padroni
Si passeggia sulle Mura
Si passeggia e si respira
Libertà di libertà